

93. La carta atlantica.

Da: F. D. Roosevelt e W. Churchill, in La Carta atlantica, in F.
Catalano, Stato e societ nei secoli, terzo, G. D'Anna, Messina-
Firenze, 1964.

Agli inizi di agosto del 1941, a bordo di una nave sull'Atlantico
al largo dell'isola di Terranova, il presidente  degli Stati Uniti
Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro inglese Winston
Churchill sottoscrissero un'importante dichiarazione di politica
internazionale. Tale documento, noto come carta atlantica,
rappresent una tappa assai importante sia per l'evolversi del
conflitto in atto sia per le future relazioni internazionali. In
esso erano infatti enunciati i principi  sui quali fondare prima
un comune programma di lotta contro il nazifascismo e quindi anche
la pace futura: rinuncia a ingrandimenti territoriali, modifiche
dei confini fra gli stati solo con il consenso dei paesi
interessati, diritto all'autodeterminazione per tutti i popoli e
rinuncia alla forza per la regolazione dei rapporti fra gli stati.
Presidente degli Stati Uniti d'America e il Primo Ministro, sig.
Churchill, in rappresentanza del Governo di Sua Maest Britannica
del Regno Unito, essendosi riuniti a convegno, ritengono opportuno
render noti taluni principi comuni della politica nazionale dei
rispettivi Paesi, sui quali essi fondano le loro speranze per un
pi felice avvenire del mondo.
primo. I loro Paesi non aspirano a ingrandimenti territoriali o
d'altro genere;
secondo. essi non desiderano mutamenti territoriali che non siano
conformi al desiderio, liberamente espresso, dei popoli
interessati;
terzo. essi rispettano il diritto di tutti i popoli a scegliersi
la forma di governo sotto la quale intendono vivere; e desiderano
vedere restituiti i diritti sovrani di autogoverno a coloro che ne
sono stati privati con la forza;
quarto. fermo restando il principio dovuto ai loro attuali
impegni, essi cercheranno di far s che tutti i paesi, grandi e
piccoli, vincitori e vinti, abbiano accesso, in condizioni di
parit, ai commerci e alle materie prime mondiali necessarie alla
loro prosperit economica;
quinto. essi desiderano attuare fra tutti i popoli la pi piena
collaborazione nel campo economico, al fine di assicurare a tutti
migliori condizioni di lavoro, progresso economico e sicurezza
sociale;
sesto. dopo la definitiva distruzione della tirannia nazista, essi
sperano di veder stabilita una pace che offra a tutti i popoli i
mezzi per vivere sicuri entro i loro confini, e dia affidamento
che tutti gli uomini, in tutti i paesi, possano vivere la loro
vita, liberi dal timore e dal bisogno;
settimo. una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di
navigare senza impedimenti oceani e mari;
ottavo. essi sono convinti che, per ragioni pratiche nonch
spirituali, tutte le nazioni del mondo debbano addivenire
all'abbandono dell'impiego della forza. Poich nessuna pace futura
potrebbe essere mantenuta se gli Stati che minacciano, e possono
minacciare, aggressioni al di fuori dei loro confini,
continuassero a impiegare armi terrestri, navali ed aeree, essi
ritengono che, in attesa che sia stabilito un sistema permanente
di sicurezza generale, sia indispensabile procedere al disarmo di
quei paesi. Analogamente, essi aiuteranno e incoraggeranno tutte
le misure praticabili al fine di alleggerire il peso schiacciante
degli armamenti per tutti i popoli amanti della pace.

        Franklin D. Roosevelt
        Winston S. Churchill
